9 Aprile 2014
L’analisi – Nel caso in cui sia necessario correggere degli errori in bilancio è necessario ricorrere alla contabilizzazione di una sopravvenienza straordinaria (attiva o passiva).
È bene tuttavia considerare come il principio contabile OIC n. 29 abbia espressamente chiarito che debbano essere necessariamente distinti gli errori determinanti da quelli non determinanti.
Più nello specifico, sono definiti errori determinanti quegli errori che hanno un effetto talmente rilevante sui bilanci su cui essi sono stati commessi che i bilanci medesimi non possono più essere considerati attendibili: nei casi più gravi, in questo caso, può essere addirittura necessario correggere i bilanci degli esercizi precedenti.
Nel caso, invece, degli errori non determinanti, sarà necessario correggerli nell’esercizio stesso in cui essi vengono scoperti, attraverso la rettifica della posta contabile che a suo tempo fu interessata dall’errore, con contropartita la voce afferente alle sopravvenienze straordinarie.
In quanto componenti straordinari di reddito, dette sopravvenienze andranno contabilizzate nella voce “E.20 Proventi straordinari” (sopravvenienze straordinarie attive) o “E.21 Oneri straordinari” (sopravvenienze straordinarie passive).
I movimenti dei conti finanziari- Alcuni problemi potrebbero porsi con riferimento a quegli errori che riguardano esclusivamente componenti finanziarie.
Si pensi, come presentato nel caso di specie, a una fattura per la quale sia erroneamente stato rilevato il pagamento al fornitore.
In questo caso, sebbene i principi contabili nulla dicano in merito, autorevole dottrina ha sottolineato come sarebbe errato movimentare un conto economico.
Secondo quanto prima detto sarebbe infatti necessario movimentare il conto sopravvenienze attive (in contropartita al conto cassa) e sopravvenienza passiva (in contropartita al conto debiti verso fornitori), ma ciò entrerebbe in contrasto con il principio di rappresentazione veritiera e corretta.
Pare pertanto più opportuno stornare i due conti con una scrittura inversa.
In tal caso, la scrittura contabile che dovrà essere effettuata, alla data in cui l’errore viene rilevato, è la seguente: Cassa contanti (dare) a Fornitore (avere).